Tanti mondi paralleli destinati a non incontrarsi

Eccomi

Utente: Lodger
Potrei essere, a scelta, Aldo o Letizia, ma in fondo sono ciò che voi percepite. Non sempre.

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martedì, 27 febbraio 2007
Una medicina strepitosa !

Cari Amici,

riporto tale e quale quanto pubblicato ieri su La Stampa.it, settore cronaca. Ometto la foto di quel poveretto che viene menzionato nell'articolo perchè uno che dice queste cose fa solo pena ed anche perchè non ho ancora pubblicato foto e non mi sembra il caso di cominciare proprio con questo sfigato.

Andate a vederla la foto così prima o poi se qualcuno lo trova in una sauna, può andare a riferire ai preti ed alla fidanzata se la cura funziona o no.

Per concludere mi chiedo:

per andare dai preti si paga il ticket?

per andare coi preti non mi risulta, ma non sono aggiornato.

Baci, Lodger

_____________

26/2/2007 (8:27) - LA STORIA

"Ero gay: i preti mi hanno guarito"
Al «corso» letture sacre e preghiere
FLAVIA AMABILE - ROMA
Lo si può incontrare in una via di Milano, confuso tra la folla del sabato, a fare acquisti con la fidanzata, attento a non spendere troppo perché sta mettendo da parte i soldi per il matrimonio. Tranquillo, «normale» come dice di se stesso, virgolette comprese. Chi lo avesse conosciuto dieci anni fa potrebbe pensare di essersi sbagliato. Invece è proprio Luca Di Tolve, nella sua nuova vita. «Quella - racconta - che mi sono conquistato dopo sei anni di terapia riparativa dell’omosessualità: tre rosari al giorno, gruppi di ascolto, studio della Bibbia e dei testi di Josè Maria Escrivà, il fondatore dell'Opus Dei. Adesso, finalmente, sono guarito».

«Guarito», dice, come se essere gay fosse una malattia, secondo le più bieche posizioni omofobiche. Eppure Luca era omosessuale, e non uno tranquillo. Piuttosto uno da montagne russe, capace di passare dalle eleganti suite newyorchesi al sesso rubato in una «darkroom», dall’ufficio dove dirigeva un team di persone a un parco di notte a consumare rapporti.

Il primo amore
Gay lo è sempre stato, fin da bimbo. «Ricordo la mia infanzia a giocare con le bambole e con le amiche del palazzo volevo sempre fare la mamma», racconta. Già allora i genitori si erano separati, lui viveva in un monolocale a Milano con la mamma «troppo affettuosa, a volte soffocante ma anche tanto indaffarata nella lotta per la sopravvivenza». Andò a finire che in seconda media si innamorò perdutamente del suo compagno di banco «bello, perfetto, forte e dolce allo stesso tempo». Amore non corrisposto. E non solo: «Se ne accorse la prof, anzi, praticamente tutti». Lo sospesero. «Rimasi a letto per giorni, gridavo il nome del mio compagno nel sonno. Lo psicologo disse che ero il classico bambino turbato per la separazione dei genitori e che un altro cambiamento sarebbe stato dannoso».

Il sesso
Luca tornò in classe, riuscì anche a diventare amico del suo «bello». Ma l'amore quello no. «Rimaneva in me un vuoto che mai riuscii a colmare, i miei studi andarono a rotoli, abbandonai la scuola». Dopo un po’ arrivò il sesso, forse anche l'amore, con un ragazzo più grande. Il mondo omosessuale si aprì davanti a lui, «un mondo finalmente pieno di colori dopo tanta amarezza, sentivo di poter finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto».

La prima vittoria? Arrivare a Canale 5. Batteva le mani, faceva apparizioni sporadiche, guadagnava quasi nulla ma intanto conosceva meglio l'ambiente. Il passo successivo fu entrare nel giro delle discoteche. Quando anche le discoteche iniziarono a stargli strette passò a occuparsi della sezione turismo dell'Arci Gay. Organizzava viaggi per omosessuali. Gli piacque talmente che pensò di aver finalmente trovato la via giusta. Mise su un'agenzia sua, specializzazione i viaggi a tema, soprattutto negli Usa, ma anche feste ed eventi come il Gay Pride di Napoli. «Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei vestiti, in tasca biglietti d'aereo per andare a fare shopping negli Usa quando volevo». Il massimo, insomma. O forse no. «L'Aids marciava trionfante, la vita di amici ventenni con i quali avevo diviso anni lieti, si spegneva miseramente». Anche lui finì nella morsa dell'Hiv. Scomparve il suo lavoro, un sieropositivo non può sottoporsi a una girandola di viaggi e vaccinazioni. Si dissolsero le paillette, iniziò il periodo peggiore. «Tornai a casa di mia madre, ormai risposata, e fu il mio deserto». Ovvero, il momento delle darkroom, dei parchi, del sesso disperato, degli stupefacenti. «Poi ho scoperto il buddismo, e sono arrivate le canzoni. Ho vinto un concorso con testo dedicato a un Dio non ancora decifrato bene».

La svolta
La svolta avvenne per caso. Un giorno un amico omosex dimenticò a casa sua alcuni appunti di filosofia. Luca li sfogliò per curiosità e s’imbattè nelle teorie di Joseph Nicolosi. Spiega: «All'inizio ebbi voglia di prendere a pugni questo signore e le sue idee. Però non riuscivo nemmeno a liberarmene. In fondo che cos'era quell'andare in giro per parchi se non la conferma che anch'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo liberarmi? E perché non riuscivo a raggiungere la felicità con un ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perché nei maschi mi guardavo come in uno specchio, ma era della diversità di una donna che avevo bisogno».

Abbandonò il buddismo, ritrovò il cristianesimo e scoprì per la prima volta l’identità di uomo. «Non dico che sia stato facile, devi saper rinunciare, fermare la caccia al sesso compulsivo che prima praticavo istintivamente». Ci sono voluti sei anni, qualche caduta qui e lì, molta volontà, anche - e un tempo gli sarebbe apparso impensabile - tante preghiere. «Tre rosari al giorno, i corsi del gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Un anno fa ho conosciuto la mia fidanzata. Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto». Stanno mettendo da parte i soldi per sposarsi, conta di farcela nel giro di due anni.

Postato da: Lodger a febbraio 27, 2007 15:36 | link | commenti (28)

venerdì, 23 febbraio 2007
Filosofia in saldo

Cari amici,

capita sempre più spesso che io mi trovi di fronte a dubbi amletici (del tipo: due o tre fette di torta ?) oppure ad affrontare vere scelte di vita (devo comprare o no quel dolce succulento che mi guarda tutto solo ?).

Talvolta la decisione è preceduta da una dotta discussione:

"che meraviglia quella tartufata al cioccolato bianco coi marron glacès da dodici, ti piace ?"

"ma guarda che siamo in tre a cena.. "

"embè? ... è mai avanzato qualcosa?"......

"no no, per carità....."

In ogni caso sempre più spesso l'impasse svanisce ed il Problema viene prontamente risolto facendo ricorso alla saggezza degli Antichi che dicevano

"Si campa una volta sola".

E nel dubbio inutile aspettare le repliche, aggiungo io.

Baci

Donna Letizia

 

Postato da: Lodger a febbraio 23, 2007 15:52 | link | commenti (16)

lunedì, 12 febbraio 2007
5 manie

Cari amici,

dalla nostra amica Tilli la Pulce ( che si è data questo nomignolo ma non lo merita ), ricevo il testimone della catena "le cinque manie" che accetto volentieri preferendolo al precedente "le 5 cose che non sapete di me..", in quanto trovo che parlare delle manie ... sia più intrigante.... come del resto qualche post fa abbiamo parlato di scandali ......

In effetti la mia vita è una unica Grande Mania e, per darvi un'idea, credo che per il personaggio di Bree van De Kamp abbiano preso spunto da me, non il contrario.

La mia vera grande mania, che per certi aspetti è una condanna, è l'ordine, assoluto ed ovunque: dai cassetti della biancheria al frigo, dalla dispensa alla scarpiera... infatti:

1) Le camicie sono appese in ordine cromatico, dai toni freddi ai caldi.

2) Ogni oggetto ha il suo posto: dopo il passaggio della domestica, appena torno a casa provvedo immediatamente a rimettere ogni cosa esattamente dov'era.

3) Asciugamani, t-shirt, polo, maglioni, cardigan : devono essere tutti perfettamente piegati ed impilati.

4) Gli asciugamani sono sistemati in modo che quello in cima è l'ultimo che ho usato e quello più sotto è il prossimo da usare.

5) Mi piace la lentezza e tutto quello che è slow: parlare tranquillamente, guidare rilassato, cenare con calma......

Ora passo la palla a cinque amici che, credo, non siano stati ancora coinvolti in giochi del genere (perchè risparmiarli ?), tocca quindi a:

           Aleksej68

           Lascar

           Margareth Duchessa del Galles

           Lord Crespo di Svezia

           Zia Petunia

Postato da: Lodger a febbraio 12, 2007 15:11 | link | commenti (21)