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Impagabili amici,
la stupenda eco che ha suscitato "Cogito, ergo sumus!" il bellissimo tema regalatoci dal nostro amico Adamo in arte 4passi, non si è ancora esaurita ... anzi la tempesta dell'irrazionalità continua ad alimentarsi grazie a nuovi ed insondabili crolli della logica, quanto basta per movimentare la nebbia autunnale .... del resto non posso sempre rifugiarmi nel Negroni, voi mi capite.
La non-trattazione dell'ultimo thè è stata semplicemente sublime e la Vostra partecipazione all'aspetto prettamente letterario del thè medesimo, esemplare.
La componente letteraria è stata deliziata dai commenti che mi avete recapitato ma ancor di più dalla celebrazione del Sommo Wilde e dagli scandali divertentissimi che avete raccontato; non c'era nessun legame apparente tra Wilde e Cogito, ma confido che i miei più preparati lettori lo abbiano colto lo stesso. Torneremo comunque più avanti su Wilde.
Vi sarete, spero, accorti che alla componente letteraria non è seguita la componente, direi, conviviale in quanto, ahimè, per la prima volta, il thè non è stato servito........!! Il che, di per sè, non è certamente un dramma.... ne parlo solo per rendervi edotti di quanto è accaduto.
Ricevo un dispaccio telegrafico del Direttore : "Orto Botanico in quarantena stop autorità sanitarie habent disposto chiusura sine die stop Costernato stop Ossequio Mylady Stop"...
Ohimè.... dopo l'orrenda fine dei gerani abbandonati 25 anni senz'acqua (ma dopotutto nella serra riscaldata) ora toccava al mio amato Orto? Affido la cottura della confettura di mele alla governante gallese e mi precipito al capezzale delle "Sempreverdi del sudamerica"... Sollievo, stavano tutte molto bene.. e allora?
"Lady Letizia, che fortunato evento, Voi qui!"
"August, mio caro, che sollievo incontrarVi ... quali notizie?"
August era il bravissimo ed impeccabile Capo Giardiniere comunale che vantava una lunghissima esperienza maturata nei giardini di Berlino, dove, tra l'altro, aveva riportato agli antichi splendori le siepi del Berlin Schloss Charlottemburg, due mani senza prezzo.
Ed anche un pezzo d'uomo ....... mi capite....
"Cosa dirVi Mylady, l'eccesso di popolarità non ha giovato all'orto ed ora le piante ne pagano il prezzo ...."
Ero terrorizzata ... ero forse io la causa del dramma floreale? l'inconsapevole assassina del verde pubblico?? l'untrice dei vegetali indifesi? e poi..... ero li, colta impreparata..... nuda (moralmente, ovvio) di fronte alla verità .... senza neanche il tempo di costruire una delle mie care pieces che, tante volte, mi tolsero dai pasticci????
"E' accaduto che" continuò August "un distinto quanto eccentrico signore abbia eletto a sua residenza l'albero del Pane, con tanto di recapito postale ed utenze in regola.... di qui un progressivo avvicendarsi di visite, un via vai del tutto normale per una via del centro, Mylady, ma dalle conseguenze apocalittiche per le delicate ospiti dell'Orto, indifese quanto indifendibili dagli attacchi degli agenti esterni...."
Quanto più prendevo consapevolezza della realtà tanto più il mio terrore si trasformava in sollievo per me e apprensione per le amate ospiti dell'Orto... ".. e nel concreto, August? cosa dobbiamo attenderci per il futuro??"
"Vi assicuro Mylady, sarà sufficiente una lunga quarantena ed un periodo di depurazione, il problema è stato individuato: le cactacee dell'emisfero australe hanno sviluppato una antipatica intolleranza per i vapori delle mechès, assumeremo una parrucchiera che selezioni le signore all'ingresso....."
"Che sollievo, caro August, ormai non ci possiamo più fidare neanche delle sostanze chimiche del coiffeur!! dove finiremo?? che mondo si prepara per i nostri discendenti??", problema relativo dato che considero le meches un vezzo di bassa levatura.....
Torno a casa rinfrancata ... che sollievo ... dopotutto non era nulla di irreparabile.... avrei composto un brano per celebrare la futura guarigione delle cactacee; mentre percorrevo il vialetto dei Ginepri (grazie a loro per le impagabili bacche) mi corre incontro la governante..
"Mylady finalmente..... ho ricevuto una telefonata per Lei, una signora inglese, anzi gallese" ... la signora Wintermere era visibilmente commossa per aver sentito una voce con l'inflessione della sua terra natìa..... " ha detto di chiamarsi Margareth, Duchessa del Galles.... è in procinto di venire qui in città e vorrebbe incontrarla..... ooohh... Mylady, com'è una Duchessa?"
Le parole della signora Wintermere erano ormai un sussurro lontano: io, il mio Io ed il mio Super Io eravamo ormai assenti in uno sforzo mnemonico senza pari......Margareth ..... chi era..... la Duchessa del Galles.. frammenti di ricordi grandi come granelli di sabbia mi roteavano intorno, non restava che affrontare la Biblioteca per por fine al dubbio ...........
Amici, cosa dire, le cactacee guariranno ma incombe un nuovo evento che, come tale, merita che venga indetto il nuovo quanto irreale thè letterario nel quale disserteremo sul tema:
"Duchesse si nasce o si diventa?"
(sottotitolo: Se nasci sguattera sei fuori dal giro)
preparandoci così per la venuta della vera Duchessa del Galles.
Il thè verrà servito, come di norma, poco dopo le tre a.m., nel gazebo in fondo al Viale dei Ginepri, accompagnato da una fragrante crostata di ciliege e, in onore della duchessa, un assortimento di cheese-cookies da me confezionati secondo l'originale ricetta della Cornovaglia.
Vi abbraccio, sempre Vostra
Donna Letizia
Dolce Letizia,
da quando ho letto l'invito per l'ultimo thè letterario ho iniziato a provare una strana sensazione...... non saprei descrivere.. come una sorta di premonizione latente..........
E' molto tempo che non vado più nel parco a leggere, il tempo uggioso e spesso inclemente me lo sconsiglia, e tu? sei più venuta a cercarmi? ah! ecco ... in compenso mi sono trasferito, ho cambiato casa, anzi, sarò preciso, nelle ultime settimane ho iniziato ad alloggiare nell'orto botanico volendo essere sicuro di presenziare al prossimo quanto imminente thè.
L'ambientazione è stupenda ed i sempreverdi del sud america confortano veramente la vista ... se consideri e fai il confronto col malinconico lento addormentarsi della campagna autunnale.
Trovo anche così ... non saprei dire ... piacevole, si piacevole, vivere nel silenzio dell'orto e pensare alle orrende fiumane che scorrono fuori in nome dello shopping natalizio.
Ne sono immune, sai? del resto a natale sono capaci tutti a fare un regalo.....
Ma non ti scrivo certo per farti tutta 'sta palla di malinconia .. ops! intendevo dire "tediarti con la mie vicende personali".
Letizia, si verifica la seguente circostanza: due giorni fa arriva il postino (a proposito, non trovi delizioso che la posta mi venga recapitata all'orto botanico ??) e mi consegna una lettera...... Ah! vengo da subito colpito dall'inconfondibile affrancatura ... le Poste Reali di Sua Maestà Elisabetta seconda d'Inghilterra, inconfondibile ! e poi .. l'indirizzo del destinatario.........
Mrs. Moira Gremson
Viale degli Ulivi Sacri 5 - Orto Botanico
Il destinatario ero di certo io, non c'erano dubbi: il postino mi aveva raggiunto mentre facevo merenda in cima all'Albero del Pane, esclamando "Signore! Questa è per lei, prego", quindi perchè dubitare del solerte messo ..... dopotutto è il suo compito individuare il destinatario....
Ma non è certo questo il fatto che mi inquieta... no.... leggendo il nome del mittente si è come materializzata la strana senzazione di cui ti scrivevo, come se l'indefinito avesse preso la forma di una lettera proveniente dall'inghilterra speditami da Margareth, Duchesse of Wales......
Capisci Letizia, dal Galles .. proprio da dove proviene anche la Tua Governante ........... ma non l'ho aperta, no, la lascerò chiusa sul tavolo, del resto non aspetto posta da quella regione e dovrei chiedere a Moira chi possa mai essere la Duchessa Margareth.......
E' per questo quindi, cara Letizia, che Ti scrivo questa mia ... perchè sono curioso e vorrei tanto sapere cosa ha scritto questa duchessa a Moira .... dimmelo, per favore, non tenermi in ansia.
Tuo, almeno nelle intenzioni,
Aldo
Mi capita spesso di fare un piccolo esercizio mentale, una specie di gioco della memoria cui partecipo solo io .. nel quale cerco di individuare qual'è il ricordo più "antico", per non dire vecchio, che ancora possiedo della mia infanzia....
Il tempo che scorre certe volte mi mette angoscia ... nel senso che detesto dover constatare che la vita vissuta si riduce a delle semplici date, dei meri riferimenti temporali (tipo .. nel 1977....) in cui viene condensato tutto quello che è accaduto, tutto ciò che abbiamo fatto, detto e vissuto .. e di cui non rimane nulla, se non una data .. che so .. il 1985.
Ecco che uno dice "il 1985" e magari riesce a menzionare solo due o tre cose di quell'anno .. eppure 1985 è composto di 365 giorni e innumerevoli ore ecc ecc in cui abbiamo vissuto, pensato, amato, giocato, letto, ancora pensato, provato emozioni, pianto, ci siamo meravigliati, abbiamo gioito e disprezzato, abbiamo viaggiato, abbiamo conosciuto .... quindi, per rimanere all'esempio, per raccontare il proprio 1985 ognuno dovrebbe poter raccontare per ore e ore e invece no.... il tempo passa e un anno di vita si riduce a quattro cifre ...............
Per quante volte io abbia fatto il gioco di cui parlavo prima, sono sempre arrivato a identificare il mio ricordo più vecchio con la mia prima delusione.
All'incirca metà degli anni sessanta, andavo all'asilo... un pomeriggio mi trovavo a casa di un amichetto a giocare, era inverno.....
Da piccolo mi piaceva veramente troppo andare a giocare a casa di amici, ricordo per due motivi... certamente per giocare con giocattoli nuovi che magari non avevo, ma soprattutto perchè ero tremendamente curioso di scoprire cosa mangiavano loro per merenda, cose buone che non conoscevo...
Il pomeriggio in questione mentre giocavamo, arriva la mamma del mio amichetto e ci dice .. : "tra poco vi do il burrocacao e poi usciamo.......".
Ero felice...... il burro col cacao .. chissà che buono, mamma mi fa anche pane burro e zucchero ... mmmmh .. ma col cacao non ho mai provato....
Arriva la mamma e ci passa un tubetto di crema bianca sulle labbra ......... la scoperta del burrocacao fu la prima delusione della mia vita e dopo quasi 40 anni la ricordo ancora......
Dopo ne vennero altre, ma non avevano quel sapore.
Non ho mai pensato di parlare con qualcuno di quel gioco, ma sono convinto che anche voi l'abbiate realmente fatto, almeno una volta.
Leonardo